.

.

martedì 13 maggio 2014

domenica 12 maggio 2013

NEWS


________________________________-

____________________________________________________________

SABATO 24 AGOSTO - NOTTENERA, Serra de' Conti (AN)
___________________________


______________________

martedì 6 novembre 2012

Il progetto Officina Teatrale A_ctuar, nasce a Ferrara nel 2010 da un gruppo di attori diretti da Carlos Branca, regista di teatro di prosa, lirica, attore e maestro di teatro.
Nato a Buenos Aires, Carlos Branca è diplomato presso la Scuola di Teatro di Buenos Aires, diretta dal maestro Raúl Serrano, col quale collaborò in numerosi progetti teatrali. Ha frequentato il corso di regia lirica presso l’Istituto Superiore d’Arte del Teatro Colón. Tranferitosi in Italia nel 2006 lavora nei principali teatri italiani: Ambra Jovinelli di Roma, Regio di Parma, Manzoni di Bologna, Teatro Comunale di Ferrara, Verdi di Busseto, Accademia Chigiana di Siena, Teatro Verdi di Pisa. Come regista di prosa ha diretto più di cinquanta opere di autori argentini ed internazionali. 
Fra i suoi ultimi lavori : "Assenza", “Tango y nada mas” da lui ideata e scritta, con Giorgio Zagnoni e Luis Bacalov. Per l'Istituto d'Arte del Teatro Colón, ha diretto "Il sogno di Ulisse" e "La Dirindina". Dal 2009 segue la preparazione in arte scenica dei cantanti che partecipano a i concorsi di canto lirico in diversi città Italiane e nel mondo, l'ultimo, marzo 2013, in Cina su invito dell' Università di Lanzou. Con il premio Oscar Luis Bacalov (compositore di colonne sonore per i film di Quentin Tarantino, Fellini, Pasolini, fra gli altri) ha diretto le opere: “Estaba la madre” (opera lirica rappresentata in Italia e in Argentina), "Baires concerto", "Y Borges cuenta que..", "Mi Buenos Aires Querido", tutte con la direzione musicale dello stesso Autore. 
Dal 2007 in Italia, ha fondato una scuola di teatro a Ferrara, Bologna e Parma, e tiene laboratori di Teatro Danza in tutta Italia. Come regista di opera lirica ha diretto, tra gli altri, "Il Barbiere di Siviglia", "La scala di seta", "Tlausicalpan" (prima mondiale), che nel 2006 ha vinto il Premio della Critica come miglior opera dell'anno in Argentina. E’ in preparazione una opera lirica su “Antigone” in versione Argentina, insieme al maestro Luis Bacalov. (www.carlosbranca.it)

La pedagogia teatrale di Carlos Branca si basa sulla metodologia del Secondo Stanislavsky:
- Il corpo come veicolo del testo drammatico ed anche del sottotesto, ovvero del non parlato, entrambi generatori del linguaggio propriamente teatrale.
- Il corpo quando agisce lo fa nel presente, nel qui e adesso: per recuperare questa pulsione selvaggia e primaria dobbiamo tornare al passato attraverso il gioco. Con questo meccanismo recuperiamo il motore interno generatore di comportamenti esteriori.
- L’obiettivo pedagogico è destinato alla percezione primaria, quella che precede la tecnica e l’estetica per ritornare all’essenza.
- Si tratta quindi del conoscere costruendo: non c’è una conoscenza primaria ed una costruzione successiva. L’attività creativa è un continuo andare e venire fra il pensiero e l’azione. Tutto quello che l’artista deve “conoscere” non può essere progettato a priori nella sua testa.
- Il soggetto, artista, non solo crea un oggetto, l’arte, per il soggetto; ma soprattutto un soggetto per l’oggetto: il fare mi fa essere….



La Compagnia Teatrale A-ctuar è composta da:
Sara Draghi
Massimo Festi
Lauro Pampolini
Elena Grazzi
Arturo Pesaro
Manuela Santini
Gianpaolo Mangolini
Francesca Caselotto
Sara Squintani
Giacomo Gamberoni
Grazia Pantaleo
Rosanna Pavarini
Marco Grechi

La Compagnia diretta da Carlos Branca ha portato in scena numerose opere di prosa di autori internazionali:
"II Circulo" di Marco Denevi.
"Made in lanus" di Neli Fernandez Tiscornia.
"Giochi all’ora del Pomeriggio" di Roma Maieu.
"Chiumbale" di Oscar Viale.
"Gris de ausencia" libero adattamento da Roberto Cossa.
"La casa di Bernarda Alba" libero adattamento da F.Garcia Lorca.
"Morti senza tomba" libero adattamento da Jean-Paul Sartre.
“Un tram che si chiama Desiderio” di Tennessee Williams.
“Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller.
“Il gabbiano” di Anton Cechov.
“Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams.
"Nostalgia Argentina" da testi di autori argentini.
"Marathon" di Ricardo Monti.
"MALO ERES" di Officina teatrale A-ctuar e Carlos Branca.
"L'irrinunciabile sogno di Cosimo Piovasco di Rondò". Spettacolo per bambini.
______________________________________________



MALO ERES

Spettacolo teatrale scritto da Officina Teatrale A-ctuar e diretto da Carlos Branca.

“Malo eres”, sei cattivo, è uno spettacolo-performance sulla violenza verso le donne e contro la violenza sulle donne. “Malo eres” affronta con schiacciante ironia e naturale drammaticità uno dei temi più caldi e complessi della nostra contemporaneità. Da sempre, e ancora oggi con preoccupante intensità, a livello globale assistiamo a ripetuti e talvolta feroci episodi di violenza di genere: a partire da subdoli fenomeni di maschilismo fino ad arrivare a stupri, maltrattamenti, femminicidi. La violenza sulle donne è un dramma che si compie di continuo e che richiede di essere comunicato, gridato, fermato. Lo spettacolo da voce alle storie di donne violate per risvegliare la coscienza collettiva: abbiamo tutti un gran bisogno di riflettere e scuoterci se vogliamo impedire che gli affronti a cui le donne sono sottoposte vengano tradotti in continue tragedie quotidiane.


 

 








TRAILER


________________________________________________________________________


L'irrinunciabile sogno di Cosimo Piovasco di Rondò
Pensato per essere presentato all’interno di parchi e giardini cittadini, “L’irrinunciabile” libera attore e spettatore dalla gabbia scenica: nell’incontro magico tra teatro e letteratura, gli alberi, con i loro impenetrabili nascondigli, si trasformano nel verde bosco di Ombrosa, mentre la corte accoglie al tempo stesso la platea e la piazza del paese. Le persone del pubblico, estemporanei abitanti di Ombrosa, attraverso il meccanismo del gioco, vengono coinvolti nello spettacolo e spinti ad interagire con gli attori.
L’irrinunciabile è il tema centrale dell’opera: Cosimo Piovasco di Rondò, rampollo dell’alta società, sceglie di allontanarsi dalla famiglia e da un destino prestabilito per intraprendere una vita nuova tra gli alberi. Su quelle cime scopre che esistono nuovi possibili modi di vivere l’amore, l’amicizia, la conoscenza e che, alla fine dei giochi, l’irrinunciabile è essere sempre spietatamente sé stessi fino alla fine. 

 

 



 




scenografia video mapping di Mirco Rinaldi


TRAILER


__________________________________________________________

MARATHON
Marathon si svolge durante una gara di resistenza al ballo, competizione molto diffusa nell’Argentina degli anni ‘30 all’epoca della Grande Crisi. La gara è soltanto un pretesto, una circostanza metaforica logorata da incubi e gesti estremi, dove la miseria quotidiana dei protagonisti si fonde con i miti storici, come quello del conquistatore e del dittatore, attraversando secoli e continenti e capovolgendo realtà e incubo. Un racconto onirico e circolare che gira attorno ad un incognita, «Qual è il Premio?», domanda che risveglia interrogativi etici che non trovano risposta sulla scena, ma che vengono girati al pubblico, soggetto integrante dello spettacolo e della diegesi del racconto teatrale.

Nessuno sa quale sarà il premio ma è il desiderio stesso di conquistarlo, di cambiare le proprie esistenze a dare impulso alla gara, a spingere i ballerini a mantenere il movimento generale e a continuare lo spettacolo. Sul palco le ultime quattro coppie di ballerini, intrappolate in uno spazio chiuso senza vie di uscita, guidate da un animatore/presentatore, figura miserabile onnipotente e demiurgica, appoggiato dal guardaspalle che fustiga e castiga. Ironico ed esasperato, Marathon esibisce la crudeltà umana generando l’effetto catartico della tragedia greca; «se tutto questo non fosse così ridicolo, credetemi, sarebbe una tragedia. Continui il ballo signori, continui il ballo!»





 

TRAILER